“Chi ha visto me ha visto il Padre”
Domenica 26 settembre 2010
10:20-11:10
Relatore:Luciana Maria Mirri
Sala San Francesco
Percorso:Sapere
La rivelazione di Gesù riportata nel Vangelo di Gv 14,9 può senz’altro essere ritenuta la più alta e completa espressione teologica della Icona. Essa,infatti,riassume in sé il fondamento dogmatico della liceità della rappresentazione di Dio nel volto di Cristo in virtù dell’evento dell’Incarnazione del Figlio e al tempo stesso manifesta il mistero eterno della verità di Dio Trinità nella identità reciproca e nella relazione divina Padre – Figlio. San Gregorio di Nazianzo,commentando un’altra espressione del Signore riportata in Gv 10,30,spiega:“Il Tutto è icona del Tutto”. San Teodoro Studita svilupperà una teologia dell’Icona alla luce del dogma trinitario parlando del rapporto prototipo,immagine e somiglianza. In ogni caso,si è nella contemplazione del Figlio come Teofania del Padre,unica in sé,dove l’uomo pure riscopre la Bellezza della propria identità di figlio di Dio nel Figlio Unigenito e i santi risplendono come i “somigliantissimi” al volto di Cristo,che “proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione” (GS 22). Per questo,la Chiesa d’Oriente prega:“O tu,immutabile Icona del Padre,per l’intercessione dei tuoi santi,abbi pietà di noi”.